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Quando si parla di conservazione dei farmaci, uno degli aspetti più critici è senza dubbio la temperatura. I medicinali, in particolare quelli termolabili, richiedono specifiche condizioni per mantenere la loro efficacia e sicurezza. È qui che entra in gioco il frigorifero per farmaci, un dispositivo essenziale non solo per le farmacie e gli ospedali, ma anche per molte attività commerciali e cliniche.
Ma quali sono realmente gli obblighi di legge riguardo la temperatura?
La legislazione italiana ed europea stabilisce chiaramente le condizioni di stoccaggio dei farmaci. Secondo il Decreto Legislativo 219/2006, i medicinali devono essere conservati secondo le modalità specificate nel foglietto illustrativo, il quale indica la temperatura ideale di conservazione. In generale, per farmaci che richiedono refrigerazione, questa deve essere compresa tra 2 °C e 8 °C.
Molti farmacisti chiedono di acquistare un frigorifero a 2 temperature (+2°/+8° e +8°/+15°). Come da circolare ministeriale 13 gennaio del 2000 n. 2. in accordo con le linee guida comunitarie (CPMP/QWP609/96), si afferma che, relativamente ai farmaci, è esclusa la dicitura "temperatura ambiente" mentre sono introdotte dizioni quali :
♦ non conservare al di sopra di 30°C;
♦ non conservare al di sopra di 25°C;
♦ conservare tra 2 e 8°C;
♦ non congelare né mettere in frigorifero sotto zero, conservare nel freezer.
Non viene richiesto di conservare a +8°/+15° C.
UN ESEMPIO: negli ospedali, o in altri Paesi d'Europa si usa il modello mono temperatura, proprio perché non esiste l'obbligo di avere un frigorifero a doppia temperatura. La temperatura indicata è solo +2°C +8°C, inferiore a 25°C e inferiore a 30°C.

